Fantacalcio? No, Fantagolfing
Un'idea originale firmata Maurizio Verini
Ora anche gli amanti del golf hanno la propria piattaforma Web 2.0. è nato da poco http://www.fantagolfing.it/, un “virtual golf club” in cui ognuno può caricare le proprie performance e così sfidare avversari di tutto il mondo, direttamente online. Ma com’è nata questa idea a Maurizio Verini, ideatore di Fantagolfing.it?
“Da quasi quindici anni mi occupo di corsi di guida sicura – ha spiegato lui stesso a LuxSport – e, da qualche tempo, per andare incontro alle esigenze di budget delle aziende che devono rispettare la legge sulla sicurezza sul lavoro, ho realizzato anche la versione online dei miei corsi. Quindi, pur essendo negato per tutto quanto riguarda la tecnologia, ho cominciato a considerare con una certa attenzione le possibilità offerte da internet“.
Ovvero?
Tutto è partito dall’idea di un blog, in cui parlare solo di golf, dei club, dei problemi e dei rapporti all’interno dei circoli e successivamente, pensando al Fantacalcio e alle scommesse online, mi è venuta l’idea del Fantagolfing, partendo dalla considerazione che tutti i giocatori, grazie all’handicap, sono allo stesso livello, come lo sono anche i campi, grazie allo Slope, l’indice di difficoltà di ogni percorso. Questo pone idealmente tutti i giocatori sullo stesso piano, dovunque essi giochino. E qui credo stia la vera differenza con il Fantacalcio, dove si gioca avvalendosi delle prestazioni di altri; nel Fantagolfing siamo noi stessi gli attori ed è unicamente la nostra bravura, o quella dei nostri compagni di team, a determinare il nostro successo. Qui mi sono imposto di fermarmi e di cominciare a realizzare questo progetto, perché la fantasia cominciava già a immaginare ulteriori sviluppi, che quanto prima arriveranno.
Quali sono le sue esperienze in questo sport?
Ho iniziato a giocare nel 1983 quando, dopo avere smesso di correre nei rally come pilota professionista, avevo bisogno di avere un’alternativa, soprattutto a livello mentale. Successivamente sono stato presidente del mio circolo, il Golf Piandisole, per circa 12 anni, quindi direi di avere accumulato un certo numero di esperienze sia positive sia negative legate al gioco e alla vita di circolo. Tranne per pochi, la vita di un golfista si gioca tutta all’interno del proprio circolo. Con il Fantagolfing possiamo pensare di avere una seconda vita sportiva, più allargata, estesa addirittura a livello nazionale e di farci conoscere da una larga platea di giocatori. Con il blog Parliamo di Golf poi, inserito all’interno del sito, riusciremo a fare nuove amicizie, a parlare dei problemi nostri e di quelli dei circoli e, perché no, anche un po’ di “sano gossip”.
Quali green preferisce?
Se per green intende il campo, le preferenze sono per campi belli ma comunque legati ai migliori risultati ottenuti, altrimenti preferisco i green veloci perche sono più sinceri e precisi anche se certamente più difficili.
Ha delle attrezzature cui è particolarmente affezionato? Se sì perché?
Essendo stato abituato a maltrattare e, a volte, distruggere le auto con le quali correvo, non ho un particolare rapporto affettivo con le attrezzature, anche perché sono convinto che non siano loro a farti giocare bene o male, ma solo la tua capacità. Così come non sopporto quelli che chiamano sfortuna e non incapacità propria quando sbagliano un tiro o sbordano una buca.
Il campione di golf che preferisce. E la campionessa.
Non sono così appassionato alle gare dei professionisti da passare delle ore davanti al televisore, cosa che però faccio per il calcio, per cui non mi sono fatto delle preferenze né tantomeno dei miti.
Quali firme le piace vestire sul campo e fuori dal campo?
Dopo il primissimo periodo di tutti i neofiti, in cui ci si deve vestire in classico stile inglese, ora vanno bene i capi comodi, gli stessi che indosso tutti i giorni nel tempo libero, possibilmente non firmati perché, dopo tanti anni di patacche sulla tuta e sulle giacche, se non hanno un marchio in evidenza mi piacciono di più. Una volta per me avere Fiat sull’abbigliamento significava avere un contratto da pilota ufficiale, ora non vedo perché debba pagare io per portare un Fiat enorme addosso e doverlo pagare anche profumatamente.
Pensa che il golf rimarrà uno sport d’élite o crede che si possa “aprire” a un numero più ampio di praticanti?
Penso che il golf debba e stia cercando di allargarsi per diventare uno sport il più possibile di massa, anche se questo processo, che inevitabilmente comporta una riduzione dei costi, peraltro già equiparabili con molte altre discipline sportive, è in questa fase osteggiato dai Club più ricchi e chiusi, che lo vivono come un’intrusione, mentre deve essere considerato come uno sviluppo necessario per la sopravvivenza stessa dei circoli. Certo è che questa apertura a nuovi soci dovrà essere ben tenuta entro i livelli di comportamenti e di regole che il golf si è sempre dato. Regole che, purtroppo, vengono sempre più mal sopportate, ma non solo nel golf, anche nella vita di tutti i giorni.
A chi manderebbe un mazzo di mimose per l’8 marzo?
Alla mia compagna, madre di mia figlia.
Domenico Fabbricini
Tag:Fantagolfing, golf, green, Maurizio Verini
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