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Ferrino, la passione per l’estremo

Parla Anna Ferrino, amministratore delegato dell'azienda piemontese

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Ferrino è un nome conosciuto non solo dagli appassionati di montagna, poiché l’azienda di San Mauro Torinese ha accompagnato da sempre le imprese estreme dei più famosi alpinisti ed esploratori. Dagli esordi leggendari, negli Anni ’20 del secolo scorso, quando Alberto Maria De Agostini piantò la tenda Neghelli Ferrino nelle lande della Terra del Fuoco, agli Anni ’80 che vedono Reinhold Messner scegliere l’azienda per la progettazione di tende e attrezzature che lo accompagneranno nella conquista dei 14 Ottomila.

Oggi lo spirito di ricerca Ferrino prosegue instancabile, al fianco di personaggi come Silvio Mondinelli, Mike Horn, Carla Perrotti, Edurne Pasaban, esplorando nuovi materiali, dettagli costruttivi, soluzioni progettuali. Per ottenere il massimo delle performance anche nelle situazioni più complesse. Un esempio è la nuovissima tuta Tolomea, perfetta anche con 50 gradi di calore e il 100% di umidità relativa.

Accanto al settore dell’outdoor, da qualche anno l’azienda si sta specializzando in nuovi campi. Con una linea di prodotti appositamente studiata per le situazioni di emergenza, oggi Ferrino è fornitore delle Nazioni Unite, della Caritas, della Croce Rossa, della Protezione Civile, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e delle principali organizzazioni umanitarie. Allo stesso tempo si sta rilevando in forte espansione il settore dell’equipaggiamento militare: Ferrino è infatti fornitore della Difesa italiana e inglese, per le quali studia e realizza prodotti speciali su diretta richiesta della committenza.

Quanta strada da quel 1870, quando Cesare Ferrino trasferisce su scala industriale la formula di impermeabilizzazione dei tessuti che aveva scoperto, collaudato e perfezionato da tempo. Forse il segreto di tanti successi è nella continuità di intenti: infatti, a tutt’oggi in azienda ci sono i discendenti del fondatore. “Ferrino – dice Anna Ferrinoè un’azienda familiare con due famiglie azioniste. Ci sono due amministratori delegati, Augusto Rabajoli e io, ognuno con le proprie deleghe a rappresentanza dell’azionariato. Certo che il mix delle due anime maschile e femminile nella gestione è occasione di stimolo e confronto continuo“.

Da sempre l’innovazione tecnologica è il vostro fiore all’occhiello: quali sono le nuove frontiere della ricerca?
Continuiamo a lavorare con accanimento all’alleggerimento dei materiali, incrementandone però le performance. Sul fronte degli accessori, l’obiettivo è realizzare oggetti sempre più piccoli e leggeri da trasportare ma estremamente appaganti per l’utilizzatore. Con quest’ottica progettuale abbiamo anche lanciato, di recente, una nuova linea di abbigliamento tecnico marchiata Highlab, marchio che contraddistingue all’interno della nostra gamma i prodotti dalle performance più elevate.

Siete i fornitori tecnici delle più importanti spedizioni. Dove sarà Ferrino prossimamente?
Sicuramente essere fornitori tecnici di molte spedizioni importanti è la parte più emozionante e allo stesso tempo impegnativa del nostro lavoro. È bellissimo contribuire a realizzare i sogni di tanti alpinisti ed esploratori e poi seguire passo a passo le loro sfide e gioire per i traguardi raggiunti. I nostri prodotti sono sempre in giro per il mondo. Per quanto riguarda la prossima stagione, siamo ancora in fase progettuale.

Una fotografia della realtà Ferrino oggi.
Nel 2009 il fatturato dell’azienda ha sfiorato i 20 milioni di euro, con un incremento dell11% rispetto all’esercizio precedente. Oltre all’Italia (mercato principale dove la rete distributiva conta circa 1200 punti vendita, ndr) siamo presenti in 35 mercati esteri e in particolare in Francia, in Spagna e nei Paesi dell’Est, dove attualmente siamo in forte crescita, esportando circa il 35% della produzione.

Alessandra Iannello

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